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Nel dibattito fiscale italiano torna al centro il ruolo di autonomi e piccoli imprenditori. Secondo un’analisi della CGIA di Mestre, la narrazione secondo cui “dipendenti e pensionati pagano per tutti” non trova riscontro nei numeri delle dichiarazioni dei redditi.
I dati relativi al 2024 (anno d’imposta 2023) mostrano infatti che imprenditori e lavoratori autonomi versano mediamente 8.331 euro di Irpef, contro i 4.215 euro dei lavoratori dipendenti e i 4.006 euro dei pensionati. In termini percentuali, le partite IVA pagano circa il 98% in più rispetto ai dipendenti e oltre il 100% in più rispetto ai pensionati.
Una differenza che, secondo la CGIA, si spiega soprattutto con redditi medi dichiarati più elevati nella categoria degli autonomi e dei piccoli imprenditori, che rappresentano però una quota minoritaria dei contribuenti totali.
In Italia i contribuenti Irpef sono circa 42,5 milioni: oltre la metà è composta da lavoratori dipendenti (56%), seguiti dai pensionati (34%) e dagli autonomi (8%). Nonostante la minoranza numerica, le partite IVA contribuiscono a circa il 14% del gettito Irpef complessivo, pari a circa 190 miliardi di euro.
Il gettito medio complessivo si attesta a 4.462 euro per contribuente, ma con forti differenze tra le categorie: più basso per pensionati e dipendenti, più che raddoppiato per autonomi e imprenditori.
Particolarmente significativo il dato territoriale relativo al Veneto. Qui i piccoli imprenditori in regime di contabilità semplificata dichiarano in media il 48% in più rispetto ai lavoratori dipendenti.
Nel dettaglio, il reddito medio si attesta a circa 37.390 euro per gli autonomi contro i 25.250 euro dei dipendenti. Il divario cresce ulteriormente rispetto ai pensionati, arrivando a +68,6%.
Il Veneto si colloca così tra le regioni italiane con le differenze più marcate tra redditi da lavoro autonomo e da lavoro dipendente, confermando una tendenza già evidente a livello nazionale.
Secondo la CGIA, il sistema del sostituto d’imposta contribuisce a rendere meno percepito il carico fiscale dei lavoratori dipendenti, che vedono le imposte trattenute direttamente in busta paga. Gli autonomi, invece, gestiscono in prima persona versamenti e dichiarazioni, con una maggiore consapevolezza del proprio prelievo fiscale.
Pur ribadendo la necessità di contrastare evasione ed elusione, l’associazione sottolinea come i dati evidenzino un contributo fiscale significativo da parte di partite IVA e piccoli imprenditori, spesso al centro di una narrazione pubblica ritenuta distorta.
Scritto da: Redazione
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