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Il Veneto è stato interessato nella giornata di martedì 2 giugno 2026 da una nuova e intensa ondata di maltempo che ha richiesto un presidio capillare su tutto il territorio regionale, con numerosi interventi di Protezione Civile, Vigili del Fuoco e amministrazioni locali.
Una dinamica meteorologica particolarmente complessa ha visto il susseguirsi di due distinti sistemi temporaleschi: il primo nel pomeriggio ha colpito soprattutto il settore occidentale della regione, in particolare Veronese e Rodigino, con precipitazioni intense e picchi significativi fino a 67 mm a San Bellino (Rovigo) e 59 mm a San Pietro in Cariano (Verona). In serata, un secondo sistema proveniente dalla Lombardia ha interessato la fascia centrale e settentrionale del Veneto, con ulteriori rovesci e accumuli fino a circa 30 mm.
Il territorio del Rodigino è risultato il più colpito dall’intensità dei fenomeni atmosferici. Si sono registrati allagamenti diffusi in diversi comuni, tra cui Rovigo, Costa di Rovigo, Villanova del Ghebbo, Fratta Polesine, Villamarzana, Arquà Polesine, Lendinara e Frassinelle Polesine.
Particolarmente rilevante l’episodio di grandine di grandi dimensioni (3–4 cm) a Fratta Polesine, mentre a Villamarzana si è verificato un evento franoso su un argine di uno scolo consortile. Ad Adria si sono segnalati alberi caduti lungo la viabilità principale.
Criticità e interventi si sono registrati anche nelle altre province venete. A Padova si è intervenuti per alberi pericolanti e allagamenti diffusi, con situazioni particolarmente complesse a Due Carrare, Monselice e Villafranca Padovana. Ad Anguillara Veneta è stato attivato un Centro Operativo Comunale (COC).
Nel Vicentino, i soccorsi si sono concentrati su allagamenti stradali e svuotamento di scantinati, in particolare a Brendola. Nel Veronese, oltre alle forti precipitazioni, si è reso necessario l’intervento per la rimozione di alberi e il prosciugamento di locali allagati, con il supporto dei Centri Operativi Comunali attivati sul territorio.
Nel Veneziano si sono registrati danni d’acqua e alberi caduti, mentre nel resto della regione la situazione è stata gestita attraverso una rete coordinata di interventi tempestivi.
Sull’emergenza è intervenuto il presidente regionale, che ha sottolineato come eventi meteorologici estremi siano ormai sempre più frequenti e richiedano una risposta strutturata e continua. Il presidente ha evidenziato l’importanza del monitoraggio, del potenziamento dei sistemi di allerta e degli investimenti per la difesa del suolo e la sicurezza idraulica.
Anche l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini ha ribadito la rapidità della risposta: “La macchina della Protezione Civile del Veneto ha reagito con efficienza e tempestività, grazie al lavoro dei sindaci, dei volontari e delle strutture operative”. Venturini ha inoltre sottolineato come le trombe d’aria abbiano rappresentato uno degli elementi più critici dell’evento.
Il presidente regionale Alberto Stefani ha espresso ringraziamenti a sindaci, volontari, tecnici del Centro Funzionale Decentrato, Consorzi di bonifica e Vigili del Fuoco per il lavoro svolto senza sosta.
Dal punto di vista idraulico, la rete principale dei grandi fiumi e canali ha retto senza criticità significative, mentre la rete secondaria ha subito forti sollecitazioni a causa delle precipitazioni intense, causando allagamenti localizzati.
Il sistema regionale ha visto l’attivazione di circa 70 Centri Operativi Comunali (COC), a conferma di un coordinamento diffuso e strutturato. I Vigili del Fuoco hanno effettuato decine di interventi, soprattutto nel Rodigino, per prosciugamenti, rimozione di alberi e messa in sicurezza delle aree colpite.
La Protezione Civile del Veneto Protezione Civile del Veneto ha garantito un monitoraggio costante dell’evoluzione meteorologica, confermando la capacità del sistema regionale di reagire in tempi rapidi anche in scenari complessi e multi-provinciali.
Scritto da: Redazione
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