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Il sindaco di Chioggia, Mauro Armelao, interviene sul tema della sicurezza, della legalità e del rispetto delle regole, lanciando un messaggio chiaro: “Chi sbaglia paga. Basta buonismo: servono regole certe e tolleranza zero”.
Una presa di posizione che arriva in un momento in cui il dibattito pubblico torna ad accendersi sul fenomeno delle baby gang, delle aggressioni e dei sempre più frequenti episodi di violenza e vandalismo che coinvolgono giovani in diverse città italiane.
Nel suo intervento, Armelao richiama anche i recenti fatti di cronaca avvenuti a Parma, dove alcuni giovani hanno aggredito degli insegnanti, definendoli un segnale che non può essere ignorato.
“Quando vengono colpiti professori, forze dell’ordine, operatori sanitari, agenti di Polizia Locale, autisti del trasporto pubblico urbano ed extraurbano, personale ferroviario, controllori o altri servitori dello Stato e della collettività – afferma il sindaco – non viene aggredita soltanto una persona, ma il principio stesso di autorità, rispetto e convivenza civile sul quale si fonda la nostra società”.
Il primo cittadino di Chioggia dichiara inoltre di condividere molte delle riflessioni espresse dal sindaco di Treviso, Mario Conte, sul tema della sicurezza e della responsabilità, sostenendo tuttavia la necessità di “fare un ulteriore passo avanti”.
Per Armelao, accanto alla responsabilità penale individuale, esiste anche una responsabilità educativa che coinvolge famiglie, scuola, istituzioni e comunità. “Quando un giovane cresce pensando che ogni comportamento sia giustificabile, che non esistano conseguenze e che tutto possa essere derubricato a una semplice ragazzata – sottolinea – si costruisce il terreno fertile per fenomeni che poi diventano emergenze sociali”.
Nel suo intervento il sindaco affronta anche il tema dell’integrazione e del rispetto delle regole, sottolineando che i doveri devono valere per tutti, “giovani italiani, giovani stranieri, ragazzi di seconda o terza generazione”.
Tra le proposte avanzate dal primo cittadino figura l’introduzione di un permesso di soggiorno a punti: un sistema che, secondo Armelao, dovrebbe premiare chi lavora, studia e si integra nella comunità, ma prevedere conseguenze per chi commette reati o si rende protagonista di episodi di violenza, fino alla revoca del permesso di soggiorno nei casi più gravi.
Il sindaco affronta anche il tema della cittadinanza italiana, definendola “non un semplice atto burocratico, ma appartenenza a una comunità, adesione a valori condivisi e rispetto delle istituzioni”.
“Essere cittadini italiani deve essere un onore e una responsabilità”, conclude Armelao, ribadendo la necessità di regole chiare e di una maggiore cultura del rispetto e della legalità.
Scritto da: Redazione
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