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Turismo Veneto 2026: +3,1% di arrivi e +3,5% di presenze nel primo trimestre

today4 Giugno 2026 34

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Il turismo veneto apre il 2026 con segnali positivi e una crescita costante di arrivi e presenze. Secondo i dati provvisori diffusi dalla Statistica regionale, il primo trimestre dell’anno registra un aumento del +3,1% degli arrivi e del +3,5% delle presenze, confermando la solidità del comparto turistico nell’economia del Veneto.

A trainare la crescita è soprattutto la componente straniera, in aumento di oltre il 6%, mentre il mercato italiano risulta sostanzialmente stabile. Tra i principali mercati internazionali si segnala il ritorno della clientela tedesca, in ripresa dopo la contrazione del 2024. I flussi turistici mostrano incrementi diffusi in tutte le principali destinazioni regionali: città d’arte, località lacustri, montane e balneari, con l’unica eccezione delle località termali, dove si registra una lieve flessione legata al calo della domanda interna non completamente compensata dagli arrivi esteri.

A illustrare i dati del numero di maggio di Statistica Flash è il vicepresidente della Regione e assessore al Turismo Lucas Pavanetto, che sottolinea come il turismo veneto continui a mantenere una forte attrattività: “I numeri confermano il valore della nostra proposta turistica e la capacità del Veneto di restare competitivo sui mercati internazionali”.

Crescita diffusa sul territorio

L’analisi dei dati 2025 evidenzia una crescita diffusa in tutto il territorio regionale. Nel Bellunese si registrano aumenti significativi degli arrivi, con picchi del +15,5% nel Cadore, +11,4% a Cortina d’Ampezzo e +11,6% nell’area Marmolada-Civetta. In queste aree il turismo italiano resta il principale mercato, ma con dinamiche diverse: a Cortina si osserva una diminuzione degli italiani compensata dalla crescita dei turisti americani, mentre nelle altre zone montane e collinari il mercato domestico si conferma fondamentale.

Risultati positivi anche nel resto della regione: in Lessinia, nel Veronese, gli arrivi crescono del 16,6%, nel Bassanese (Vicenza) del 9,5%, mentre nel Polesine e nel Delta del Po si registra un incremento del 17,7%. Nel Trevigiano spicca Asolo con un +10,2%. Nel Veneziano, infine, Chioggia segna un +12,1%, confermando la crescita dell’area costiera anche in chiave turistica.

Destinazioni sempre più diversificate

Il rapporto evidenzia come le zone montane e collinari del Veneto mostrino una stagionalità meno marcata e una crescente capacità di attrarre visitatori durante tutto l’anno. Un dato che rafforza la tendenza verso una maggiore destagionalizzazione del turismo regionale.

Solo quattro località venete registrano in alcuni mesi dell’anno un numero di turisti superiore ai residenti: Cavallino Treporti, Caorle, l’area del Lago di Garda e Cortina d’Ampezzo, soprattutto tra giugno e agosto.

Venezia resta polo internazionale

Un focus particolare riguarda il territorio veneziano, dove emerge la forte vocazione internazionale: Venezia registra una quota di turisti stranieri pari all’86,6%, la più alta della regione. È anche l’area con la maggiore occupazione media dei posti letto, pari al 39% su base annua, considerando le strutture aperte tutto l’anno.

Cavallino Treporti si distingue invece per il forte impatto del turismo sull’economia locale: il 44,3% degli occupati opera nel settore turistico e nei mesi estivi, da maggio a settembre, i turisti superano stabilmente la popolazione residente.

Il valore della “cultura del dato”

Il vicepresidente Pavanetto ha infine sottolineato l’importanza dell’analisi statistica per la governance del settore: “Il turismo è complessità e solo attraverso la conoscenza dei dati possiamo governarlo in modo efficace, creando valore per i territori e rispondendo alle esigenze delle comunità locali”.

Scritto da: Redazione

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