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Momenti di tensione nella mattinata di oggi al Pronto Soccorso dell’ospedale di Chioggia, dove un episodio di violenza ha coinvolto personale sanitario impegnato nell’assistenza ai pazienti. Un uomo di 45 anni, straniero domiciliato a Chioggia e già preso in carico per un dolore addominale, avrebbe aggredito il medico che lo stava visitando colpendolo con calci. Durante il tentativo di immobilizzarlo, sarebbero stati colpiti anche due operatori del Suem 118 e un’infermiera, coinvolti insieme alla donna che accompagnava l’uomo. Decisivo l’intervento delle forze dell’ordine per riportare la situazione sotto controllo.
Sull’accaduto è intervenuto il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che ha espresso vicinanza agli operatori coinvolti definendo quanto avvenuto un episodio “gravissimo e inaccettabile”.
«La mia più sincera vicinanza al medico, agli operatori del Suem 118 e all’infermiera aggrediti questa mattina al Pronto soccorso di Chioggia mentre svolgevano il proprio lavoro al servizio della comunità. Quanto accaduto è gravissimo e inaccettabile, perché colpisce donne e uomini che ogni giorno, con professionalità e spirito di sacrificio, garantiscono cure e assistenza a tutti, senza distinzione», ha dichiarato Stefani, ringraziando anche le forze dell’ordine intervenute sul posto.
Per il presidente del Veneto, difendere chi opera negli ospedali e nei pronto soccorso significa proteggere un presidio fondamentale della sanità pubblica, assicurando al personale condizioni di tranquillità e sicurezza per continuare a svolgere il proprio compito a favore dei cittadini più fragili.
Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale del Partito Democratico, Jonatan Montanariello, che ha espresso «profondo rammarico» e vicinanza alle persone coinvolte, parlando di un episodio che evidenzia ancora una volta la fragilità delle misure di tutela per il personale sanitario.
«Si tratta dell’ennesimo grave episodio che si verifica in Veneto: è evidente che le misure fin qui adottate per tutelare i lavoratori della sanità siano del tutto insufficienti. Serve il massimo impegno istituzionale per garantire loro una adeguata protezione e condizioni operative in piena sicurezza», ha dichiarato Montanariello, chiedendo in particolare il rafforzamento dei presidi di Polizia H24 negli ospedali.
Il consigliere regionale ha inoltre annunciato la volontà di incontrare personalmente gli operatori sanitari coinvolti nei prossimi giorni per manifestare solidarietà e riconoscenza verso il loro lavoro quotidiano. «Difendere chi cura significa difendere il diritto alla salute di tutti i cittadini», ha aggiunto.
Ferma condanna anche dalla Cisl Venezia. Dario De Rossi, della segreteria provinciale con delega alla sicurezza, ha espresso solidarietà al personale dell’ospedale di Chioggia e ai due operatori del Suem 118 coinvolti, sottolineando la gravità dell’accaduto.
«Quelle persone sono lì per lavorare e fanno del proprio meglio per prendersi cura dei pazienti: aggredirli, minacciarli e fare loro del male è un gesto ignobile e inaccettabile», ha dichiarato De Rossi, ricordando come si tratti di un nuovo episodio di violenza dopo quello avvenuto recentemente a Mestre.
La Cisl Venezia ha infine ribadito la necessità di rafforzare ulteriormente le misure di sicurezza nei pronto soccorso e si è detta disponibile a collaborare con le istituzioni e l’azienda sanitaria per tutelare i lavoratori del comparto sanitario.
Scritto da: Redazione
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