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Ordinanza anti movida a Chioggia, il sindaco Armelao difende la scelta: “Dovere intervenire”. Confesercenti attacca, Confcommercio chiede modifiche

today12 Giugno 2026 39

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Continua a far discutere a Chioggia la nuova ordinanza comunale già entrata in vigore e finalizzata alla tutela della quiete pubblica, della vivibilità urbana e della qualità della vita dei residenti. Un provvedimento che ha acceso il dibattito tra amministrazione, associazioni di categoria e operatori economici, soprattutto per le limitazioni legate alla diffusione della musica nelle ore serali.

A intervenire pubblicamente è stato il sindaco di Chioggia, Mauro Armelao, con una lunga nota nella quale ha spiegato le motivazioni alla base della decisione dell’Amministrazione comunale.

Nessuno è contro il divertimento, la musica, gli eventi o le attività economiche che rappresentano una risorsa importante per il turismo e per l’economia della nostra città”, precisa il primo cittadino, ribadendo però come il ruolo del sindaco imponga decisioni basate su segnalazioni, responsabilità normative e tutela dell’interesse generale.

Armelao sottolinea infatti come l’ordinanza sia nata a seguito di esposti, richieste di tutela e segnalazioni ricevute dalle forze dell’ordine in merito a situazioni che rischierebbero di compromettere la quiete pubblica.

Quando arrivano esposti, richieste di tutela e situazioni che rischiano di compromettere la quiete pubblica, io non posso girarmi dall’altra parte. Ho il dovere di intervenire”, afferma il sindaco.

Nel documento, il primo cittadino richiama anche recenti orientamenti giurisprudenziali. In particolare, la sentenza della Corte di Cassazione del maggio 2023 che ha stabilito come un Comune possa essere ritenuto responsabile per i danni subiti dai cittadini in presenza di schiamazzi e rumori persistenti, se non vengono adottate misure adeguate di contenimento.

Armelao evidenzia inoltre che, in caso di condanne economiche per mancata tutela della quiete pubblica, potrebbero emergere valutazioni anche da parte della Corte dei Conti sull’eventuale danno erariale arrecato all’ente.

Il sindaco, tuttavia, apre al confronto: “L’ordinanza non rappresenta un punto di arrivo, ma un punto di partenza”, spiegando che il provvedimento potrà essere affinato attraverso il dialogo con categorie economiche, residenti e associazioni.

Confesercenti: “Così Chioggia rischia di spegnersi”

Dura la presa di posizione di Confesercenti Metropolitana Venezia Rovigo. Il direttore Alvise Canniello ha espresso il dissenso dell’associazione, criticando sia il contenuto dell’ordinanza sia le modalità con cui sarebbe stata introdotta.

“La nostra collaborazione con l’Amministrazione è sempre stata fattiva e leale – dichiara Canniello – ma quando ci sono elementi su cui non concordiamo dobbiamo evidenziarlo nell’interesse delle nostre imprese e della città”.

Nel mirino soprattutto il limite alla musica, anche di sottofondo, fissato alle ore 22.

Una città che vuole essere attrattiva e competitiva per turisti e giovani non può spegnere la musica alle 22, per di più all’inizio della stagione estiva”, sostiene Confesercenti, chiedendo al sindaco di rivedere immediatamente il provvedimento e di riaprire un tavolo di confronto con le categorie economiche già in vista del prossimo fine settimana.

Confcommercio: “Servono equilibrio e regole condivise”

Più dialogante la posizione di Confcommercio Chioggia, che dopo un confronto diretto con il sindaco ha annunciato rassicurazioni da parte dell’Amministrazione su una possibile revisione dell’ordinanza già a partire dal weekend.

L’associazione di categoria ha segnalato al Comune le criticità emerse dal confronto con gli operatori del settore, sottolineando come l’offerta serale rappresenti una componente importante per l’immagine turistica della città.

Secondo Confcommercio, le limitazioni previste dal provvedimento rischierebbero di incidere negativamente sul fatturato di numerose attività, in particolare quelle che lavorano nella fascia serale e notturna.

Allo stesso tempo, l’associazione riconosce la necessità di tutelare il diritto dei residenti al riposo e alla quiete pubblica, auspicando un punto di equilibrio tra le diverse esigenze.

Dopo l’interlocuzione con il sindaco, Confcommercio parla di un’Amministrazione disponibile al dialogo e conferma la volontà di collaborare per costruire soluzioni condivise, con regole chiare e controlli mirati verso chi provoca effettivamente disturbo.

La discussione sull’ordinanza anti movida, dunque, resta aperta. Da una parte la necessità di garantire il riposo dei residenti, dall’altra le esigenze delle attività economiche e dell’offerta turistica cittadina. Nei prossimi giorni potrebbero già arrivare le prime modifiche al provvedimento.

 

Scritto da: Redazione

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