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Clima, giugno 2026 da record in Veneto: a Chioggia ben 23 notti tropicali in un mese

today9 Luglio 2026 30

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Il mese di giugno 2026 entra ufficialmente nella storia climatica del Veneto. Temperature ben oltre la norma, precipitazioni inferiori alla media e un numero record di notti tropicali hanno caratterizzato il primo mese dell’estate meteorologica, confermando un cambiamento sempre più evidente del clima regionale.

A lanciare l’allarme è l’assessore regionale all’Ambiente, Clima e Protezione Civile Elisa Venturini, commentando i dati elaborati da ARPAV sul bilancio climatico del mese appena concluso.

“Abbiamo rotto ogni argine statistico: abbiamo registrato 11 notti tropicali in un solo mese, quasi il doppio di quante ne abbiamo contate mediamente in un anno intero negli ultimi tempi”.

Secondo l’assessore regionale, si tratta di un’accelerazione senza precedenti dei fenomeni termici che interessa tutto il territorio veneto.

Chioggia tra le località più colpite dal caldo notturno

Se il dato regionale delle notti tropicali è già eccezionale, lungo la costa la situazione è stata ancora più marcata. A Chioggia sono state registrate ben 23 notti tropicali, mentre a Venezia-Cavanis e Porto Tolle il conteggio si è fermato a quota 20.

Per “notte tropicale” si intende una notte nella quale la temperatura minima non scende mai sotto i 20 gradi, impedendo al territorio e alle persone di beneficiare del naturale raffrescamento notturno.

“Quando la temperatura non scende sotto i 20 gradi nemmeno durante la notte, il territorio non ha tregua”, spiega Venturini. “Per i cittadini significa uno stress fisico continuo e senza possibilità di recupero notturno, mentre per l’agricoltura l’acqua evapora dai campi 24 ore su 24 aggravando ulteriormente la situazione di siccità”.

Giugno 2026 è il quarto più caldo dal 1991

I numeri raccolti da ARPAV confermano la straordinarietà del mese appena trascorso.

Con un’anomalia termica media regionale di +3,1°C rispetto al periodo di riferimento 1991-2020, giugno 2026 si classifica come il quarto mese di giugno più caldo dal 1991, superato solamente dalle annate 2003, 2025 e 2019.

Le temperature minime hanno fatto registrare un’anomalia di +2,8°C, mentre le massime hanno raggiunto valori medi superiori di +3,2°C rispetto alla norma climatica.

Particolarmente eccezionale è risultata l’ultima decade del mese, durante la quale le temperature hanno toccato uno scarto medio di +6,7°C, il valore più elevato mai registrato per la fine di giugno in Veneto.

L’ondata di calore, durata dal 17 giugno al primo luglio per complessivi quindici giorni consecutivi, ha interessato l’intero territorio regionale stabilendo nuovi record per estensione geografica e durata del disagio fisico associato alle alte temperature.

Piogge in calo e risorsa nivale esaurita

Accanto alle temperature record, il Veneto ha dovuto fare i conti anche con precipitazioni inferiori alla norma.

La piovosità media regionale ha infatti registrato un deficit del 15% rispetto alla media del trentennio 1991-2020, con differenze molto marcate tra le diverse aree del territorio.

La pianura è risultata la zona più penalizzata con una diminuzione delle precipitazioni pari al 34%, mentre nelle aree montane si è osservato un lieve surplus medio dell’8%.

Preoccupa inoltre la situazione della risorsa idrica proveniente dalla neve: secondo ARPAV la riserva nivale è ormai completamente esaurita e le aree frontali dei ghiacciai dolomitici risultano già prive della protezione nevosa stagionale e completamente esposte ai raggi del sole.

“L’estate è cambiata”

“Non sono le solite storie sul clima”, conclude l’assessore Venturini. “È un’accelerazione che stiamo vivendo sulla nostra pelle e che richiede una gestione della risorsa idrica e del territorio estremamente attenta. L’estate ha cambiato volto e dobbiamo prenderne atto con responsabilità”.

Numeri che raccontano una nuova normalità climatica e che, soprattutto lungo la costa veneziana e nel territorio di Chioggia, iniziano ad avere conseguenze sempre più evidenti sulla salute, sull’agricoltura e sulla gestione delle risorse idriche.

Scritto da: Redazione

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