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Violenza sulle donne, 65 donne accolte nel 2025 dal Centro Antiviolenza di Chioggia: «Chiedere aiuto è il primo passo»

today25 Luglio 2026 34

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Sono 65 le donne accolte nel 2025 dal Centro Antiviolenza “Civico Donna” di Chioggia, un presidio che continua a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per le vittime di violenza di genere. È quanto emerge dal report annuale elaborato dalla Cooperativa Rel.Azioni Positive, che fotografa un fenomeno ancora diffuso e che interessa donne di ogni età, condizione sociale e lavorativa.

I dati confermano come la violenza si consumi soprattutto all’interno delle relazioni affettive e familiari e quanto sia ancora complesso per molte donne trovare il coraggio di denunciare e intraprendere un percorso di uscita.

Oltre quattro donne su dieci sono sposate o conviventi

Tra le donne seguite dal Centro Antiviolenza nel corso del 2025, il 43,6% è sposata o convivente, il 30,9% è nubile, il 20% è separata, mentre una quota minore è divorziata o vedova.

Particolarmente significativo il dato relativo ai figli: 28 delle 65 donne accolte hanno figli minorenni, a conferma di come la violenza domestica coinvolga direttamente anche i bambini, spesso vittime indirette dei maltrattamenti.

L’autonomia economica resta decisiva

Il report evidenzia come il 66% delle donne accolte a Chioggia abbia un’occupazione, mentre il 32% non dispone di alcun reddito.

L’indipendenza economica rappresenta uno degli strumenti più importanti per riuscire a lasciare una relazione violenta, soprattutto quando sono presenti figli, permettendo alle vittime di costruire un nuovo percorso di vita in sicurezza.

Nel 78% dei casi il responsabile è il partner o l’ex

I numeri confermano una realtà purtroppo consolidata: nel 78% dei casi l’autore della violenza è il partner o l’ex partner, mentre nel 93,1% delle situazioni gli episodi avvengono all’interno dell’ambito familiare.

In tutti i casi presi in carico, l’autore delle violenze è un uomo conosciuto dalla vittima, un elemento che rende ancora più difficile riconoscere gli abusi e chiedere aiuto.

La violenza psicologica è la forma più diffusa

Le forme di violenza raramente si presentano isolate e spesso convivono nella stessa situazione.

Nel dettaglio:

  • 76,9% violenza psicologica;
  • 63,8% violenza fisica;
  • 36,9% violenza economica;
  • 30,8% stalking;
  • 27,7% mobbing;
  • 12,3% violenza sessuale.

Solo 19 donne hanno sporto denuncia

Uno dei dati più delicati riguarda la denuncia. Delle 65 donne accolte nel 2025, solo 19 hanno presentato querela.

Paura di ritorsioni, dipendenza economica, legami affettivi e timore dell’escalation della violenza continuano infatti a rappresentare ostacoli importanti nel percorso verso la denuncia.

Nel corso dell’anno sono stati registrati anche 12 accessi al Pronto Soccorso, con prognosi fino a 15 giorni, a testimonianza della gravità delle aggressioni subite.

Il report complessivo con Cavarzere

Considerando anche lo Sportello Maila di Cavarzere, che insieme al Centro Antiviolenza serve i Comuni di Chioggia, Cavarzere e Cona, nel 2025 sono state 79 le donne accolte.

Di queste:

  • 54 hanno figli;
  • 38 hanno figli minorenni;
  • nell’81% dei casi è presente violenza psicologica;
  • nel 68,4% violenza fisica;
  • nel 40,5% violenza economica;
  • nel 29,1% stalking;
  • nel 12,7% violenza sessuale.

La fascia d’età maggiormente rappresentata è quella compresa tra 41 e 50 anni, mentre cresce il numero delle donne che raggiungono autonomamente il Centro Antiviolenza, soprattutto grazie alle informazioni reperite online.

Le istituzioni: «Nessuna donna deve sentirsi sola»

L’assessore ai Servizi Sociali Sandro Marangon sottolinea l’importanza di chiedere aiuto: «Il Centro Antiviolenza Civico Donna è un servizio gratuito, competente e riservato. Far conoscere questo servizio e lo Sportello Maila significa offrire a sempre più donne la possibilità di trovare ascolto, sostegno e gli strumenti per ricostruire la propria autonomia.»

Sulla stessa linea il sindaco Mauro Armelao: «Dietro questi numeri non ci sono statistiche, ma persone. Donne che hanno trovato il coraggio di rompere il silenzio. Come Amministrazione continueremo a sostenere il Centro Antiviolenza perché nessuna donna deve sentirsi sola di fronte alla violenza.»

Come chiedere aiuto

Il Comune ricorda che tutte le donne che stanno vivendo situazioni di violenza, così come familiari, amici o conoscenti, possono rivolgersi con fiducia al Centro Antiviolenza Civico Donna.

Telefono e WhatsApp: 351 4928413 (dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 15.30)
E-mail: centroantiviolenza.chioggia@gmail.com

Scritto da: Redazione

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