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A Chioggia il pane diventa un messaggio contro la violenza sulle donne

today4 Agosto 2026 25

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Al via anche a Chioggia la campagna del “sacchetto del pane”, promossa dal Centro antiviolenza Civico Donna e dallo Sportello antiviolenza Maila di Cavarzere. I sacchetti distribuiti nei panifici porteranno nelle case un messaggio di sensibilizzazione e i contatti per chiedere aiuto

Un gesto semplice e quotidiano come acquistare il pane può diventare un’occasione per accendere l’attenzione su un problema che riguarda l’intera comunità. Anche a Chioggia prende il via la campagna del “sacchetto del pane”, iniziativa di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne promossa dal Centro antiviolenza Civico Donna di Chioggia e dallo Sportello antiviolenza Maila di Cavarzere, in collaborazione con i Comuni di Chioggia, Cavarzere e Cona.

La campagna punta su uno strumento tanto semplice quanto capillare: il sacchetto utilizzato ogni giorno per acquistare il pane. Su di esso compare un messaggio destinato ad arrivare direttamente nelle case:

“Per molte donne la violenza è pane quotidiano. Se vivi una situazione di violenza o vuoi chiedere informazioni puoi contattare il Centro antiviolenza”.

Accanto alla frase sono riportati i contatti utili per ricevere informazioni e, per chi ne ha bisogno, chiedere aiuto.

Un messaggio discreto che può raggiungere migliaia di persone

Sono già diversi i panifici del territorio comunale che hanno scelto di aderire all’iniziativa, mettendo a disposizione dei propri clienti i sacchetti della campagna.

L’obiettivo è portare la conoscenza del Centro antiviolenza anche a quelle donne che potrebbero non sapere dell’esistenza del servizio o non sapere a chi rivolgersi. Ma il messaggio non è rivolto soltanto alle donne che vivono direttamente una situazione di violenza: conoscere i servizi disponibili significa dare alla comunità uno strumento in più per riconoscere le situazioni di difficoltà e favorire la richiesta di aiuto.

La campagna del sacchetto del pane è già stata sperimentata in diverse realtà del Veneto e, secondo quanto spiegato dai promotori, negli anni scorsi ha raggiunto circa 150 mila persone in diverse province della regione.

«Contrastare la violenza sulle donne significa anche saper parlare alle persone nei luoghi della quotidianità», sottolinea il sindaco di Chioggia Mauro Armelao. «Il sacchetto del pane entra ogni giorno nelle case e diventa un mezzo semplice ma straordinariamente efficace per far conoscere i servizi presenti sul territorio e ricordare che nessuna donna è sola».

Il sindaco ha quindi ringraziato i panificatori che hanno aderito e tutti coloro che stanno contribuendo alla diffusione dell’iniziativa.

Una rete territoriale per prevenzione e informazione

Per l’assessore alle Politiche Sociali Sandro Marangon, uno degli aspetti più importanti della campagna è proprio la capacità di creare una rete tra istituzioni, operatori, attività commerciali e associazioni.

«La prevenzione e l’informazione sono strumenti fondamentali per contrastare la violenza di genere», afferma Marangon, auspicando che l’adesione dei panifici possa crescere ulteriormente. «Vogliamo raggiungere anche quelle donne che, magari, non conoscono ancora l’esistenza del Centro antiviolenza o non sanno a chi rivolgersi».

L’Amministrazione comunale invita quindi altri panificatori del territorio a partecipare, così da ampliare ulteriormente la diffusione dei sacchetti e, con essi, delle informazioni sui servizi disponibili.

Aumentano le richieste di aiuto al Centro antiviolenza

Il valore della campagna emerge anche dai dati sull’attività del Centro antiviolenza di Chioggia.

Eleonora Lozzi, presidente della Cooperativa Rel.Azioni Positive, spiega che il Centro sta registrando un aumento delle richieste di aiuto. Un dato che, pur rappresentando il segnale di una situazione ancora difficile, viene letto positivamente perché indica che sempre più donne conoscono il servizio e scelgono di rivolgersi agli operatori.

«La maggior parte delle richieste di aiuto arriva per situazioni di violenza all’interno delle relazioni e delle famiglie», spiega Lozzi. «Spesso coinvolgono anche i figli minori e durano da diversi anni».

Proprio per questo, far conoscere il numero e l’esistenza del Centro può rappresentare un primo passo fondamentale.

«Conoscere il numero del Centro antiviolenza è il primo passo per chiedere aiuto e tornare ad essere libere», aggiunge Lozzi.

La campagna proseguirà nei prossimi due anni

L’iniziativa è finanziata dalla Regione del Veneto nell’ambito della campagna “Sicura – Rete Regionale del Veneto per il sostegno alle donne” e rappresenta il primo tassello di un programma di sensibilizzazione più ampio, destinato a svilupparsi sul territorio nei prossimi due anni.

Tra le attività previste ci saranno incontri nelle scuole per la prevenzione della violenza, a partire dall’anno scolastico 2026-2027, campagne di affissione e iniziative sui social media, anche in più lingue.

L’obiettivo è raggiungere fasce sempre più ampie della popolazione e rendere maggiormente conosciuti i servizi territoriali dedicati alle donne vittime di violenza.

A Chioggia, intanto, il messaggio viaggia insieme al pane: un piccolo gesto quotidiano che può contribuire a far sapere a chi vive una situazione di violenza che chiedere aiuto è possibile e che sul territorio esiste una rete pronta ad ascoltare.

Scritto da: Redazione

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