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A Santa Caterina l’Inferno di Dante diventa teatro. E anche una risata

today24 Agosto 2026 11

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Per una sera l’Inferno di Dante è uscito dai libri ed è entrato nel cortile dell’ex Monastero di Santa Caterina. Non per essere semplificato, ma per essere riscoperto. Con il sorriso.

È successo venerdì con “Tu lo conosci Dante?”, lo spettacolo degli Underdogs, compagnia formata da Stefano Zanchettin, Mattia Vettori e Kejdi Haska. In circa 50 minuti, gli artisti hanno affrontato i canti dell’Inferno attraverso recitazione, ironia, improvvisazione e metrica, proponendo un viaggio serrato e divertente capace di coinvolgere il pubblico senza perdere il legame con la forza della poesia dantesca.

La comicità è stata soltanto la parte più evidente di un lavoro decisamente più complesso. Dietro lo spettacolo c’è infatti la riscrittura curata da Stefano Zanchettin, che ha tradotto il testo in un italiano più accessibile senza alterarne la metrica.

Una sfida tutt’altro che semplice: rendere Dante comprensibile all’orecchio contemporaneo, conservandone ritmo, struttura e identità poetica.

Il risultato è arrivato direttamente dal pubblico. Il cortile di Santa Caterina si è riempito e ha accompagnato lo spettacolo con risate, applausi e partecipazione. Una risposta particolarmente significativa anche considerando la contemporanea presenza in città di altre due manifestazioni di intrattenimento, all’Isola dell’Unione e lungo corso del Popolo e Riva Vena.

La serata ha dimostrato così che la cultura non ha bisogno di essere resa più semplice per diventare popolare: ha bisogno di trovare il linguaggio giusto per farsi incontrare.

Ed è proprio questa la strada che gli Underdogs intendono percorrere anche nelle scuole medie e superiori. La compagnia è infatti disponibile a portare Tu lo conosci Dante? anche negli istituti scolastici, trasformando la Divina Commedia da semplice materia di studio in un’esperienza teatrale.

Santa Caterina, ancora una volta, ha fatto da cornice all’incontro tra passato e presente. Un luogo che, come suggerisce la sua stessa identità, non si vede soltanto: si scopre.

Venerdì sera è stato scoperto un Dante nuovo, ma non diverso: più vicino, più vivo, persino divertente. E proprio per questo, ancora più umano.

Scritto da: Redazione

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