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La canzone del tempo che passa: Cibotto rivive a Chioggia

today7 Settembre 2026 27

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Sabato 12 settembre il Monastero di Santa Caterina ospita per la prima volta a Chioggia il reading dedicato allo scrittore polesano, nel centenario della nascita

Quale filo lega Franca Ardizzon, la scuola Gregorutti, i bragozzi del canale San Domenico e Gian Antonio Cibotto? La risposta è nascosta tra le pagine di Diario Veneto, in un piccolo frammento di memoria dal quale prende avvio “La Canzone del Tempo che passa. Omaggio a Gian Antonio Cibotto”, il reading che il Piccolo Teatro Città di Chioggia porta per la prima volta in città, nel centenario della nascita dello scrittore.

L’appuntamento è per sabato 12 settembre nel cortile del Monastero di Santa Caterina, dove le parole di Cibotto saranno accompagnate da ricordi, musica e voci, in un viaggio attraverso una Chioggia osservata con lo sguardo di uno scrittore capace di trasformare luoghi, persone e frammenti della vita quotidiana in letteratura.

A custodire questo particolare filo della memoria è Franca Ardizzon, storica attrice della compagnia e Presidente Onoraria del Piccolo Teatro Città di Chioggia. Con Cibotto condivise una profonda sintonia culturale, alimentata dall’amore per il teatro, la letteratura e il territorio.

Lo raccontano anche le numerose dediche che lo scrittore lasciò nei suoi libri. Una, datata alla fine dell’estate del 1997, recita: “A la siora Lucietta che ha voltato le spalle al tempo, con soggezione il mezzopoeta.”

Ma c’è anche un altro ricordo rimasto nella storia della compagnia. Durante una rappresentazione de “Le Baruffe Chiozzotte” al Teatro Malibran di Venezia, Cibotto diede a Franca Ardizzon, allora interprete di Lucietta, un consiglio destinato a diventare una sorta di eredità per il Piccolo Teatro: affrontare lo spettacolo con leggerezza, lasciando che fosse l’allegria a guidare la scena e che la penna di Goldoni facesse il resto.

Un insegnamento diventato un vero e proprio testimone, passato negli anni di generazione in generazione all’interno della compagnia.

Sabato 12 settembre quel filo tornerà a intrecciarsi attraverso le pagine di Cibotto, riportando alla luce una Chioggia fatta di acqua, lavoro, voci, incontri e storie. E in questo racconto trova spazio anche il rapporto speciale tra lo scrittore e il Piccolo Teatro Città di Chioggia, che Cibotto accompagnò e raccontò nel corso degli anni, fino a dedicargli “Mezzo secolo di Baruffe”, testimonianza di una lunga vicenda teatrale e umana.

CHI ERA GIAN ANTONIO CIBOTTO

Nato a Rovigo nel 1925 e scomparso nella stessa città nel 2017, Gian Antonio Cibotto è stato una delle figure più autorevoli della cultura veneta del secondo Novecento.

Giornalista e critico letterario e teatrale, dopo la laurea in Giurisprudenza collaborò con numerose testate, tra cui Il Resto del Carlino, Il Giornale d’Italia, La Fiera Letteraria e, per molti anni, Il Gazzettino.

Come scrittore esordì nel 1954 con “Cronache dell’alluvione”, diario della grande alluvione del Polesine del 1951. A questa opera seguirono, tra le altre, La coda del parroco, Scano Boa e La vaca mora.

Cibotto ebbe anche un ruolo importante nella vita teatrale veneta. Fu per un decennio direttore artistico del Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni di Venezia, contribuendo alla sua rinascita dopo la riapertura del teatro nel 1979. Dal 1963 al 1999 fece inoltre parte della Giuria dei Letterati del Premio Campiello.

UN OMAGGIO CHE È ANCHE MEMORIA

“La Canzone del Tempo che passa” nasce quindi con un obiettivo che va oltre la semplice celebrazione del centenario.

È soprattutto una ricerca nella memoria, per riscoprire, attraverso le parole di Cibotto, una città e un territorio raccontati attraverso la loro dimensione più autentica: le persone, il lavoro, l’acqua, le tradizioni e quei piccoli episodi quotidiani capaci di diventare patrimonio collettivo.

Il reading è a cura dell’Associazione Culturale Très Bien.

In scena, come voci narranti, ci saranno Alessandra Lionello e Sandra Boscarato, con Annamaria Mariotti alla voce e Micaela Tiozzo al pianoforte.

Un appuntamento che riporta così Cibotto a Chioggia attraverso quelle parole che, ancora oggi, sono capaci di raccontare il tempo che passa senza lasciare che la memoria scompaia.

Scritto da: Redazione

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