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La pesca nell’Alto Adriatico al centro del confronto europeo: Chioggia prima tappa della missione del Parlamento europeo

today23 Settembre 2026 28

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Chioggia al centro del confronto europeo sul futuro della pesca. La città è stata infatti la prima tappa della missione della Commissione Pesca del Parlamento europeo nell’Alto Adriatico, iniziativa che dal 21 al 23 settembre sta toccando alcuni dei principali distretti della pesca del Nord e Centro Adriatico, da Chioggia alla Sacca degli Scardovari, passando per Goro e Cesenatico, fino alla conclusione ad Ancona.

La missione, richiesta dagli eurodeputati Anna Maria Cisint e Carlo Ciccioli, nasce dalla volontà di conoscere direttamente le condizioni del comparto, incontrando pescatori, cooperative, associazioni, istituzioni locali e rappresentanti del mondo della ricerca.

Chioggia prima tappa della delegazione europea

La giornata chioggiotta si è aperta con la visita della delegazione al Mercato Ittico all’ingrosso, uno dei principali punti di riferimento della filiera ittica locale e dell’economia cittadina.

Successivamente la delegazione ha incontrato il sindaco Mauro Armelao, i rappresentanti dell’Amministrazione comunale, le autorità e le associazioni della pesca. Nel pomeriggio il confronto istituzionale è proseguito nella Sala del Consiglio comunale con il convegno “La pesca nell’Alto Adriatico al centro del confronto europeo. Sfide, prospettive e futuro del comparto”.

“Un confronto concreto, utile e fattivo”, ha commentato il sindaco Mauro Armelao, ringraziando l’eurodeputata Anna Maria Cisint per aver promosso la missione e per aver lavorato affinché la Commissione Pesca del Parlamento europeo arrivasse direttamente a Chioggia.

La scelta della città come prima tappa assume un significato particolare. La marineria chioggiotta conta infatti circa 300 imbarcazioni e il comparto coinvolge complessivamente circa un migliaio di lavoratori, considerando non soltanto gli operatori direttamente impegnati in mare, ma anche l’ampia filiera collegata alla pesca.

“Chioggia non è stata scelta casualmente – ha sottolineato Armelao –. Quando si parla di pesca bisogna ascoltare chi il mare lo vive ogni giorno. A Chioggia parlare di pesca significa parlare della nostra storia, della nostra identità e del futuro di intere famiglie”.

Granchio blu, clima e costi: le emergenze del settore

Durante gli incontri sono state affrontate le principali criticità che stanno mettendo sotto pressione il settore ittico dell’Alto Adriatico.

Tra i temi al centro del confronto la diffusione del granchio blu e delle altre specie aliene, il calo delle risorse ittiche e dei molluschi, l’impatto delle alte temperature e delle mucillagini, l’aumento dei costi del carburante e le difficoltà economiche delle imprese.

Spazio anche alle conseguenze delle restrizioni e della riduzione dello sforzo di pesca, oltre che al problema del ricambio generazionale, considerato uno degli aspetti strategici per garantire un futuro alle marinerie.

“Il pescatore non chiede di poter pescare senza regole – ha spiegato Armelao –. Chiede regole giuste, che tengano conto delle condizioni in cui opera. Il Mediterraneo non è il Mare del Nord, l’Adriatico non è uguale agli altri mari e non tutte le marinerie sono uguali”.

Secondo il sindaco, quindi, le politiche europee dovrebbero tenere maggiormente conto delle caratteristiche specifiche dei diversi territori, delle specie presenti, dei fondali, degli attrezzi e delle differenti modalità di pesca.

“Portare un pezzetto di Unione europea nei luoghi della pesca”

L’eurodeputata Anna Maria Cisint, promotrice della missione insieme al collega Carlo Ciccioli, ha sottolineato l’importanza di portare i rappresentanti delle istituzioni europee direttamente nei territori.

“È la prima volta che una rappresentanza di deputati della Commissione Pesca del Parlamento europeo viene a visitare l’Alto Adriatico”, ha spiegato Cisint, evidenziando la necessità di incontrare i pescatori e le loro associazioni nei luoghi in cui ogni giorno vengono affrontate le difficoltà del settore.

L’obiettivo della missione è raccogliere elementi utili per valutare gli strumenti europei e nazionali di sostegno alla pesca, compreso il FEAMPA, il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura, e le misure legate alla gestione delle specie aliene invasive.

“Abbiamo proposto e ottenuto di portare qui un pezzetto di Unione europea”, ha aggiunto Cisint, indicando tra le principali questioni da approfondire il calo delle risorse ittiche, la presenza del granchio blu, gli effetti dei cambiamenti climatici e le conseguenze delle restrizioni sull’attività di pesca.

Il confronto in Municipio

Il convegno ospitato nella Sala del Consiglio comunale ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee, del Governo, delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, del Comune di Chioggia, della Guardia Costiera e delle principali organizzazioni nazionali e regionali della pesca e dell’acquacoltura.

La delegazione della Commissione PECH è guidata dalla capo-delegazione Isabelle Le Callennec ed è composta da Francisco Millán Mon, Giuseppe Lupo, Siegbert Droese, Anna Maria Cisint, Flavio Tosi, Carlo Ciccioli e Stefano Cavedagna.

A Chioggia sono intervenuti, tra gli altri, il sottosegretario al MASAF Patrizio Giacomo La Pietra, gli assessori alla Pesca del Veneto e del Friuli Venezia Giulia Dario Bond e Stefano Zannier, il comandante della Capitaneria di Porto di Chioggia Andrea Palma, insieme ai rappresentanti delle organizzazioni della pesca e dell’acquacoltura.

“Per me era importante che la Commissione Pesca europea venisse qui – ha ribadito Armelao – perché quando si parla di pesca non possiamo limitarci a parlare di numeri, regolamenti o quote. Siamo qui per parlare di persone, di lavoro, di famiglie e del futuro di intere comunità”.

Il ricambio generazionale e il futuro della marineria

Tra le questioni emerse anche quella del ricambio generazionale, tema particolarmente importante per Chioggia e per il futuro della sua marineria.

“Difendere la pesca significa anche creare le condizioni perché le nuove generazioni possano continuare a considerare il mare e la professione del pescatore come una concreta possibilità per il proprio futuro”, ha sottolineato il sindaco.

Un futuro che, secondo l’Amministrazione, passa anche da un rapporto più diretto tra i territori e le istituzioni europee.

“Chiediamo che chi decide in Europa venga sempre più spesso nei nostri porti, ascolti i nostri pescatori e conosca direttamente le realtà sulle quali le proprie decisioni avranno conseguenze”, ha aggiunto Armelao.

La missione prosegue nell’Alto Adriatico

Dopo Chioggia, la missione della Commissione Pesca del Parlamento europeo prosegue alla Sacca degli Scardovari, Goro e Cesenatico, con visite a cooperative e realtà produttive del territorio, tra cui un impianto di lavorazione del granchio blu.

L’ultima tappa sarà Ancona, dove sono previsti ulteriori incontri con gli operatori del comparto della pesca e con il mondo della ricerca.

Un percorso che punta dunque a portare a Bruxelles le problematiche e le esigenze raccolte direttamente nei principali territori della pesca dell’Alto Adriatico, in un momento particolarmente delicato per il futuro del settore.

Scritto da: Redazione

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