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“Se domani non torno”, il Veneto porta la storia di Giulia Cecchettin alla Festa del Cinema di Roma

today25 Ottobre 2026 92

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La storia di Giulia Cecchettin arriva sul grande schermo con Se domani non torno, il film presentato in prima mondiale alla 21ª Festa del Cinema di Roma, nella sezione “Alice nella Città”. Un’opera che riporta al centro il femminicidio di Giulia e il percorso della sua famiglia, trasformando una vicenda che ha profondamente segnato il Veneto e l’intero Paese in una testimonianza di memoria e consapevolezza.

Alla presentazione era presente anche Valeria Mantovan, assessore regionale alla Cultura, che ha sottolineato il legame profondo tra il film e il territorio veneto.

«Questa sera, in sala, il silenzio ha un peso diverso», ha dichiarato Mantovan, evidenziando come la storia di Giulia appartenga alla coscienza collettiva e meriti di essere raccontata con rispetto, attenzione e sensibilità. Non soltanto una vicenda di cronaca, ma il racconto di una vita, di un padre e di una famiglia che ha scelto di trasformare il dolore in testimonianza.

Diretto da Paola Randi, che ha firmato la sceneggiatura insieme a Lisa Nur Sultan, il lungometraggio è tratto dal libro Cara Giulia. Quello che ho imparato da mia figlia, scritto da Gino Cecchettin con Marco Franzoso e pubblicato da Rizzoli.

Nel film, Filippo Timi interpreta Gino Cecchettin, mentre il ruolo di Giulia è affidato a Sabrina Martina. Nel cast anche Tecla Bossi, nei panni di Elena, e Tommaso Allione, in quelli di Davide.

Il titolo richiama i versi della poesia di Cristina Torres Cáceres, diventata un simbolo della lotta contro il femminicidio. Una scelta che rafforza il significato di un progetto pensato per mantenere viva l’attenzione sulla violenza contro le donne e sull’importanza della memoria.

Sei settimane di riprese in Veneto

Il film è stato girato interamente in Veneto, nell’arco di sei settimane, coinvolgendo diverse località delle province di Padova, Venezia e Rovigo. Tra i comuni interessati dalle riprese figurano Campodarsego, Codevigo, Fossò, Lusia, Montegrotto Terme, Padova, Vigodarzere, Vigonovo, Saonara, Zelarino e Malcontenta.

Un legame con il territorio sottolineato anche dall’assessore Mantovan, che ha ricordato come le immagini dei luoghi in cui si vive possano rendere ancora più intensa la partecipazione emotiva del pubblico.

La produzione è stata realizzata anche grazie al contributo della Regione del Veneto, attraverso il programma PR Veneto FESR 2021-2027, e al sostegno della Veneto Film Commission. L’uscita nelle sale italiane è prevista per il 5 novembre 2026, con distribuzione Notorious Pictures.

Il cinema veneto protagonista a Roma

La partecipazione del Veneto alla Festa del Cinema di Roma non si limita a Se domani non torno. Tra i titoli presenti figura anche il cortometraggio Dente di Cinghiale di Rebecca Cervato, selezionato nella sezione Onde Corte di Alice nella Città, che racconta la scomparsa di una civiltà contadina tra Venezia e Padova.

In programma anche l’ultima puntata di Stucky 2, produzione Rai Fiction con Rosamont girata in provincia di Treviso e interpretata da Giuseppe Battiston, oltre a Il Caffè di Giulio Pettenò, documentario dedicato allo storico Caffè Florian con Isabella Ferrari, Senza chiedere permesso del giovane regista veneto Giacomo Mazzariol e il restauro di Maicol, opera del regista Mario Brenta.

«Sono orgogliosa di questo cinema e sono grata alla Veneto Film Commission per il lavoro prezioso e quotidiano che lo rende possibile», ha concluso Mantovan, ricordando che, grazie ai fondi strutturali europei, la Regione investirà circa 30 milioni di euro nel settore cinematografico e audiovisivo nel periodo 2018-2027.

Con Se domani non torno, il Veneto porta dunque a Roma una storia che va oltre il cinema: una testimonianza che richiama l’attenzione sul femminicidio, sul valore della memoria e sulla necessità di continuare a parlare di violenza contro le donne.

Scritto da: Redazione

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