Notizie Locali

Tari 2026, Chioggia è il comune più caro del Veneziano: 485 euro per una famiglia di tre persone

today2 Novembre 2026 27

Sfondo
share close

Chioggia si conferma il comune più caro della provincia di Venezia per quanto riguarda la tassa sui rifiuti. A evidenziarlo è la classifica elaborata da Federconsumatori sulla base dei dati Veritas, pubblicata oggi da Il Gazzettino, che conferma quanto denunciato da mesi da Gebis.

Nel 2026, per una famiglia composta da tre persone che vive in un’abitazione di 100 metri quadrati, la Tari a Chioggia raggiunge i 485,20 euro, contro i 464,55 euro dell’anno precedente. Un aumento del 4,45% che colloca la città lagunare al vertice della graduatoria provinciale.

Il confronto con gli altri comuni del territorio evidenzia un divario significativo: si pagano oltre 116 euro in più rispetto a Venezia-Mestre, dove la tariffa si attesta a 369,13 euro, e più del doppio rispetto a Jesolo, ferma a 200,63 euro. Importi inferiori anche a Caorle, con 218,95 euro, e Cavallino-Treporti, con 255,45 euro. Si tratta, in particolare, di località costiere a vocazione turistica servite dallo stesso gestore.

Gebis: «Il primato conferma un problema strutturale»

A commentare i dati è il presidente di Gebis, Gianni Boscolo Moretto, che sottolinea le contraddizioni del sistema:

«Il dato è tanto più significativo perché a Chioggia è in vigore un sistema di raccolta misto, mentre lo stesso gestore attribuisce le tariffe più elevate soprattutto ai comuni con raccolta porta a porta. La differenza, quindi, non si spiega con il modello di raccolta e richiede una lettura puntuale delle voci di costo del Piano economico finanziario».

Per l’associazione, il primato di Chioggia non rappresenta una sorpresa, ma la conferma di una criticità che continua a gravare su famiglie e attività economiche.

«Già in estate, in vista dell’approvazione delle tariffe 2026, ci siamo espressi contro ulteriori aumenti e abbiamo presentato all’Amministrazione un documento con proposte concrete. Il tema non riguarda soltanto le utenze domestiche: le imprese del litorale, e tra queste gli stabilimenti balneari, sostengono gli stessi costi strutturali in una città che oggi risulta la più cara della provincia», aggiunge Boscolo Moretto.

Le proposte per contenere la Tari

Gebis torna quindi a rilanciare una serie di misure per contenere i costi e alleggerire il peso della tariffa sui cittadini e sulle imprese. Tra le proposte già presentate figurano:

  • Trasparenza del Piano economico finanziario, con la pubblicazione e l’analisi dettagliata delle singole voci di costo.
  • Riattivazione dei conferimenti alla discarica di Ca’ Rossa, per ridurre i costi legati allo smaltimento dei rifiuti.
  • Copertura regionale dei costi per la raccolta dello spiaggiato, evitando che l’onere ricada esclusivamente sulla comunità locale.
  • Istituzione di un fondo di solidarietà, per attenuare gli aumenti derivanti dall’applicazione del metodo tariffario ARERA.
  • Passaggio progressivo alla tariffa puntuale, con l’obiettivo di rendere il sistema più equo e legato alla produzione effettiva di rifiuti.

La richiesta di un tavolo tecnico

La richiesta dell’associazione è ora quella di aprire un confronto istituzionale per individuare soluzioni concrete e condivise.

«Chiediamo l’apertura immediata di un tavolo tecnico tra Comune, Veritas, Consiglio di bacino Venezia Ambiente e associazioni di categoria», conclude il presidente di Gebis, Gianni Boscolo Moretto. «Chioggia non può continuare a detenere questo primato».

La questione Tari torna così al centro del dibattito cittadino, con l’attenzione rivolta non soltanto agli importi delle bollette, ma anche alla necessità di fare chiarezza sulla struttura dei costi e sulle possibili strategie per ridurre il peso della tassa sui rifiuti.

Scritto da: Redazione

Rate it