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TARI, il Comune di Chioggia: «Vogliamo bollette più equilibrate per famiglie e imprese»

today4 Novembre 2026 18

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Chioggia, l’Amministrazione annuncia un approfondimento sui costi del servizio di igiene urbana. Nel PEF 2026 oltre 19,5 milioni di euro. Tra le priorità il recupero degli insoluti, la tariffazione puntuale e il confronto con gli altri Comuni costieri.

La TARI continua a pesare sulle famiglie e sulle imprese di Chioggia. Sul tema intervengono il sindaco Mauro Armelao e l’assessore al Bilancio Paola Orlando, annunciando un’analisi approfondita dei costi del servizio di igiene urbana e delle possibili soluzioni per rendere più equilibrate le bollette.

«Siamo consapevoli che le utenze domestiche della nostra città si trovino a sostenere una delle tariffe più alte del bacino Veritas. È un dato che non intendiamo nascondere e rispetto al quale abbiamo il dovere di lavorare per individuare soluzioni concrete», dichiarano.

Un servizio che dura tutto l’anno

Secondo l’Amministrazione, tra gli elementi che incidono sulla spesa figurano le caratteristiche del territorio, la pulizia delle spiagge, la raccolta dei rifiuti, lo spazzamento e il mantenimento del decoro urbano.

Chioggia, con quasi 50 mila abitanti, è una città che vive 365 giorni all’anno, alla quale si aggiungono le importanti presenze turistiche stagionali. Per questo, secondo il sindaco e l’assessore, il confronto con gli altri Comuni costieri deve tenere conto non soltanto delle tariffe, ma anche delle prestazioni effettivamente garantite.

Il Piano Economico Finanziario (PEF) 2026 ammonta complessivamente a 19.538.604 euro, di cui 10.117.089 euro, pari al 51,78%, attribuiti alle utenze domestiche e 9.421.515 euro, pari al 48,22%, alle utenze non domestiche.

Rifiuti spiaggiati e insoluti: costi importanti

Tra le voci che incidono maggiormente sul bilancio figurano i rifiuti spiaggiati, per i quali sono previsti 1.419.805 euro nel PEF 2026 e 1.653.647 euro nel 2027. A questi si aggiungono i costi di discarica, pari rispettivamente a 1,6 e 1,9 milioni di euro, e circa 800 mila euro per il recupero dei rifiuti abbandonati.

Il Comune evidenzia inoltre le conseguenze della posizione geografica di Chioggia: i rifiuti trasportati dai fiumi Brenta e Adige raggiungono il mare e, attraverso correnti e mareggiate, finiscono sulle spiagge cittadine.

L’Amministrazione ha già portato la questione all’attenzione della Regione Veneto e intende proseguire il confronto in sede di Conferenza dei Sindaci della costa, chiedendo strumenti di sostegno economico per affrontare costi che hanno origine anche al di fuori del territorio comunale.

Un altro elemento significativo riguarda gli insoluti. Si registrano circa 16,8 milioni di euro di accantonamenti per crediti di dubbia esigibilità riferiti ad annualità precedenti. A questi contribuiscono ulteriori 1,723 milioni di euro di accantonamenti, senza che le due cifre debbano essere sommate tra loro.

Il Comune, insieme a Veritas, sta lavorando per rafforzare il recupero delle somme non riscosse, prevedendo anche piani di rientro fino a 120 rate per consentire ai contribuenti in difficoltà di regolarizzare la propria posizione.

Raccolta differenziata e tariffazione puntuale

Tra le criticità individuate figura anche la percentuale di raccolta differenziata, che colloca Chioggia tra gli ultimi Comuni del bacino.

Migliorare i risultati, sottolinea l’Amministrazione, significa aumentare la valorizzazione dei materiali e beneficiare maggiormente dei meccanismi premiali, con possibili ricadute positive sui costi complessivi del servizio.

Tra le iniziative già avviate c’è il percorso verso la TARIP, la tariffazione puntuale, che dovrebbe collegare maggiormente il costo del servizio alla quantità di rifiuti effettivamente prodotti e conferiti.

Il Comune ricorda inoltre di aver promosso, lo scorso 7 settembre, un incontro con Consiglio di Bacino, Veritas, Giunta e associazioni di categoria per affrontare le criticità della TARI. Nel percorso di approvazione delle tariffe 2026, 508.206 euro di poste rettificative del PEF sono stati destinati interamente alla riduzione della componente fissa.

Un confronto approfondito con gli altri Comuni costieri

L’Amministrazione chiederà a Veritas e al Consiglio di Bacino un’analisi comparativa dei Piani Economici Finanziari dei Comuni costieri, con particolare attenzione ai costi della pulizia delle spiagge, alle frequenze degli interventi, alle modalità di raccolta e smaltimento e ai criteri di ripartizione tra utenze domestiche e non domestiche.

L’obiettivo è individuare eventuali margini di efficientamento e verificare la possibilità di una distribuzione più equa dei costi, senza trasferire semplicemente il peso da una categoria di utenti all’altra.

«Il nostro obiettivo è concreto: verificare ogni singola voce del PEF, recuperare le somme non pagate, migliorare la raccolta differenziata, ottenere risorse regionali per i costi dei rifiuti spiaggiati e individuare una ripartizione più equa tra famiglie e attività economiche», concludono Armelao e Orlando.

La linea dell’Amministrazione è dunque quella di intervenire sulle cause strutturali che determinano il costo del servizio, nella convinzione che la riduzione della TARI richieda un lavoro approfondito sui numeri e non possa tradursi necessariamente in un beneficio immediato sulle bollette.

Scritto da: Redazione

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