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La nave non è sicura e l’equipaggio è impreparato: Fermo amministrativo della Guardia Costiera

today30 Settembre 2023 62 2 5

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La costante ed intensa attività di controllo della Capitaneria di porto – Guardia Costiera a bordo delle navi che scalano il porto commerciale di Chioggia ha portato ieri al fermo amministrativo di una nave che non ha rispettato gli standard di sicurezza previsti. Si tratta infatti della quinta detenzione che interessa gli scali clodiensi quest’anno.

Nel quadro dei più ampi obiettivi di salvaguardia della vita umana in mare e tutela dell’ambiente marino e costiero propri del Corpo delle Capitanerie di porto, i militari della Guardia Costiera di Chioggia, specializzati per il controllo ispettivo delle navi battenti bandiere straniere che approdano in Italia (attività di Port State Control), hanno emanato un provvedimento di fermo a carico della nave general cargo battente bandiera Vanuatu in esercizio per una compagnia di navigazione turca.

Il provvedimento è stato adottato in quanto l’unità, approdata nei giorni scorsi allo scalo portuale di Val da Rio, dopo un’ispezione approfondita da parte dagli ispettori alla Sicurezza della navigazione, è risultata in condizioni sub-standard secondo le normative internazionali per la sicurezza della navigazione e prevenzione da inquinamenti marini; in particolare a causa di gravi carenze nella prevenzione antincendio e di impreparazione dell’equipaggio, risultato non adeguatamente addestrato alla gestione delle emergenze.

L’unità, prima di poter nuovamente prendere il mare, dovrà ripristinare gli standard di sicurezza prescritti, quindi sostenere dei controlli da parte degli ispettori delegati dallo Stato di bandiera, responsabile del rilascio della certificazione di sicurezza della nave, sia sotto il profilo delle dotazioni che dell’addestramento dell’equipaggio.

La Capitaneria di Porto di Chioggia, sotto il coordinamento regionale della Direzione Marittima di Venezia, mantiene l’elevato impegno nella lotta al fenomeno delle navi “sub-standard” che, in difformità alle convenzioni internazionali, navigano ponendo a gravissimo rischio la sicurezza della navigazione e dell’ambiente marino, nonché degli equipaggi che vivono e lavorano a bordo, a tutela dei lavoratori marittimi e delle loro condizioni di vita.

Scritto da: Redazione

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