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Porto di Venezia e Chioggia: Parte il processo per realizzare il nuovo Piano Regolatore Portuale

today18 Aprile 2024 48 13

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Partito il percorso di redazione dei due piani regolatori portuali (PRP) degli scali lagunari di Venezia e Chioggia. La costruzione dei due PRP rappresenta un momento doveroso per la portualità del Veneto e per la definizione condivisa della sua visione di sviluppo, anche considerando che il piano regolatore vigente del Porto di Venezia risale al 1965 per l’area di Porto Marghera e al 1908 per le aree interessate del centro storico di Venezia, mentre quello di Chioggia risale al 1981. È stato costituito un gruppo di lavoro – composto dai tecnici dell’Autorità di Sistema Portuale e dal raggruppamento temporaneo d’imprese composto dalle società Rina, StudioPaolaViganò, Acquatecno e Mtbs – che si concentrerà dapprima sulla definizione del Documento di Pianificazione Strategica di Sistema (DPSS) – da concludere entro il 2024 e approvare nei primi mesi del 2025 – per poi procedere alla redazione dei 2 Piani regolatori Portuali per Venezia e Chioggia.

Il percorso prevede un cronoprogramma di attività per 18 mesi di lavoro, cui vanno aggiunti i tempi per le fasi di approvazione amministrativa quali conferenze dei servizi, intese, VAS e VINCA, dove fondamentale sarà il coinvolgimento della Regione del Veneto, dei Comuni di Venezia, Chioggia, Cavallino Treporti, e Mira (Comuni con alcuni dei quali l’Authority lagunare tra il 2020 e il 2022 ha già sottoscritto degli Accordi propedeutici al DPSS).

Il presidente AdSPMAS Fulvio Lino Di Blasiodichiara: “Vogliamo procedere con la massima determinazione, avviare un percorso concreto e dare una risposta alle numerose richieste dei nostri operatori che con noi vogliono costruire il futuro del porto in relazione agli andamenti del mercato e all’evoluzione del nostro difficile contesto. Il team di lavoro, composto da società di rilevanza internazionale che lavoreranno a stretto contatto con lo staff tecnico dell’Autorità, potrà contare anche sull’importante e prestigioso contributo scientifico dell’Università La Sapienza di Roma, che vanta una specifica esperienza nella redazione dei piani regolatori portuali. Il nostro obiettivo e principio guida è lavorare alla crescita e all’efficientamento dell’attività portuale e logistica, contribuire alla piena valorizzazione delle aree portuali, retroportuali e di interazione con le nostre comunità, secondo una visione di sviluppo sostenibile che non può che essere pienamente condivisa con le istituzioni e gli attori coinvolti e beneficiari di tale processo”.

Il piano regolatore portuale

Il PRP è disciplinato dalla normativa nazionale sui Porti/Autorità di Sistema Portuale (Legge 84/94 e successive modificazioni e integrazioni), è un piano di rilevanza statale e rappresenta l’unico strumento di pianificazione e governo del territorio nel proprio perimetro di competenza, ovvero nell’ambito portuale delimitato dal DPSS (qualora sia stato approvato) o dai previgenti PRP. La legge 156/2021 ha poi introdotto ulteriori importanti novità in materia di pianificazione di sistema portuale, indicando il DPSS come documento che definisce tra gli altri gli obiettivi di sviluppo,  l’ambito portuale, le aree portuali, retroportuali e le aree di interazione porto-città, nonché i collegamenti infrastrutturali di ultimo miglio (es. viario e ferroviario nonché gli attraversamenti nei centri urbani) e il PRP come il documento che sulla base del DPSS individua caratteristiche e funzioni delle aree appartenenti al porto.

L’iter di approvazione di DPSS e PRP

L’iter di approvazione del DPSS si svolgerà in cinque passaggi: adozione da parte del comitato di gestione, conferenza di servizi con i Comuni interessati, intesa con la Regione del Veneto, acquisizione del parere della conferenza nazionale di coordinamento delle AdSP e la conseguente approvazione del Ministero dei Trasporti e Infrastrutture. A livello nazionale, sono 8 le Autorità che hanno approvato il DPSS e altre 8 (compresa l’Autorità veneta) quelle che hanno avviato il processo di redazione del documento. Per il PRP dopo l’adozione da parte del comitato di gestione, si necessita del parere dei Comuni e della Regione per le aree contigue, del parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e Ministero dei Trasporti e Infrastrutture, del completamento delle procedure di Vas e Vinca e dell’approvazione in comitato di gestione.

Scritto da: Redazione

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