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Crisi della pesca in Veneto: Pellestrina al collasso, vertice in Regione su draga idraulica e porto di Pila

today19 Febbraio 2026 98

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Si è svolto questo pomeriggio a Palazzo Balbi un incontro istituzionale convocato dall’assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca Dario Bond per affrontare la grave crisi che sta colpendo le imprese di pesca professionale operanti con motopescherecci dotati di draga idraulica.

Al tavolo erano presenti il vicepresidente della Regione del Veneto Lucas Pavanetto e l’assessore regionale Valeria Mantovan, oltre al Prefetto di Venezia Darco Pellos, al ViceComandante della Direzione Marittima di Venezia, Capitano di vascello Daniele Diguardo, ai consiglieri regionali Laura Besio, Rosanna Conte, Jonathan Montanariello e Monica Sambo, insieme ai rappresentanti delle principali categorie del settore ittico.

Tra i presenti: Gianni Stival (Cogevo Venezia e AGCI Veneto), Boscolo Marchi (Cogevo Chioggia), Carlo Salvan (Coldiretti Veneto), Marina Montedoro e Alessandro Faccioli (Coldiretti Pesca Veneto), Paolo Tiozzo (Confcooperative – Federcoopesca Veneto), Antonio Gottardo (Legacoop Agroalimentare Veneto), Gianluca Fregolent (Veneto Agricoltura) e i pescatori Lucio Perini e Michele Scarpa.

L’obiettivo dell’incontro è stato quello di analizzare le criticità che stanno mettendo in difficoltà un comparto strategico per l’economia costiera veneta, tra aumento dei costi di gestione, calo del pescato e problematiche normative e ambientali.

Sambo (Pd): “Pellestrina al collasso, 30 barche ferme da 18 mesi”

Dura la presa di posizione della consigliera regionale del Partito Democratico Monica Sambo, che denuncia una situazione ormai “irreversibile” a Pellestrina.

“Circa 30 imbarcazioni sono ferme da un anno e mezzo: non si tratta solo di meno pescato, ma di costi di gestione e manutenzione ormai insostenibili, con margini azzerati e lavoratori costretti spesso a operare in perdita”, ha dichiarato.

Secondo Sambo, il rischio riguarda non solo l’occupazione e il reddito di centinaia di famiglie, ma la sopravvivenza stessa di un mestiere storico che rappresenta l’identità economica e culturale della laguna veneziana.

La consigliera chiede l’attivazione immediata di un tavolo di crisi permanente che coinvolga pescatori, cooperative, consorzi, Comuni e Capitaneria, con obiettivi chiari e scadenze verificabili.

Tra le proposte:

  • misure straordinarie di sostegno al reddito;

  • contributi per carburante e manutenzioni;

  • valorizzazione della filiera corta;

  • pieno utilizzo delle risorse regionali ed europee.

“La pesca non è folclore, ma lavoro e presidio del territorio. La Regione deve dare una risposta seria e tempestiva”, conclude Sambo.

Porto di Pila, nodo agibilità nel Delta del Po

Altro fronte aperto riguarda il porto peschereccio di Pila, nel cuore del Delta del Po.

Nei giorni scorsi gli assessori Dario Bond e Valeria Mantovan hanno incontrato i rappresentanti della Cooperativa Pescatori di Pila e della cooperativa Pilamare per affrontare la criticità legata all’abbassamento dei fondali del canale di accesso al porto.

Il porto di Pila rappresenta un’infrastruttura strategica per la pesca veneta:

  • genera un fatturato complessivo di circa 14,5 milioni di euro;

  • ospita un mercato ittico all’ingrosso;

  • concentra oltre il 25% dell’intera flotta peschereccia regionale.

Le difficoltà di accesso mettono a rischio sicurezza della navigazione e continuità operativa delle imprese.

L’incontro si inserisce nel percorso di elaborazione del Piano morfologico delle lagune del Delta, sviluppato dalla Regione in collaborazione con il Consorzio di bonifica Delta del Po.

“Le difficoltà di accesso non sono un problema locale – ha sottolineato Bond – ma una questione che riguarda la tenuta economica e sociale dell’intero territorio”.

Nei prossimi giorni è previsto un ulteriore confronto con tutti gli attori istituzionali e i portatori di interesse per definire il percorso operativo e individuare soluzioni tecniche sostenibili nel tempo.

Una crisi che riguarda tutta la costa veneta

Dalla laguna di Venezia al Delta del Po, la crisi del comparto ittico assume dimensioni sempre più strutturali.

Tra barche ferme, fondali che si abbassano, costi in crescita e incertezze normative, la pesca professionale veneta vive una fase di forte criticità che richiede interventi coordinati e tempestivi.

Il confronto avviato in Regione rappresenta un primo passo, ma il settore attende risposte concrete per evitare che una delle attività storiche dell’economia costiera veneta subisca un ridimensionamento irreversibile.

Scritto da: Redazione

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