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Crisi pesca, tavolo interistituzionale in Regione. Assessore Bond: “Condiviso documento per il Governo con le richieste del settore”

today19 Febbraio 2026 33

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Un fronte compatto per affrontare la grave crisi della pesca professionale nel Nord Adriatico. Questo è l’esito del tavolo istituzionale convocato ieri dalla Regione Veneto, al quale hanno partecipato istituzioni, rappresentanti delle categorie di pescatori, consorzi di gestione e autorità locali.

“Il documento che abbiamo condiviso ieri sera non è un atto formale, ma un impegno politico e operativo. Ognuno degli intervenuti lo ha fatto proprio, senza distinguo. Significa che istituzioni, categorie e pescatori hanno scelto di assumersi insieme la responsabilità di una proposta concreta, credibile e unitaria”, ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura e alla pesca Dario Bond.

La crisi del settore è grave: 110 motopescherecci fermi da ottobre 2024, centinaia di famiglie coinvolte e un intero indotto in paralisi da oltre un anno e mezzo. Non si tratta di una semplice flessione di mercato, ma di un vero e proprio collasso ecologico ed economico, aggravato dagli effetti combinati del granchio blu, aumento delle temperature, mucillagini e alterazioni degli ecosistemi marini.

Al tavolo hanno partecipato il vicepresidente Lucas Pavanetto, l’assessore Valeria Mantovan, il prefetto di Venezia Darco Pellos, il vicecomandante della Direzione Marittima di Venezia Daniele Diguardo, insieme ai rappresentanti delle principali organizzazioni di categoria e dei consorzi di gestione, Veneto Agricoltura e consiglieri regionali.

È stato approvato all’unanimità un documento indirizzato ai Ministri dell’Ambiente e dell’Agricoltura, che rappresenta una piattaforma di intervento per il comparto dei molluschi bivalvi del Nord Adriatico. Tra le richieste principali: integrazione delle istanze del settore nel Piano Nazionale di Ripristino, istituzione di un’Authority per il coordinamento strategico degli interventi, indennizzi straordinari per le imprese e i circa 500 operatori fermi, rifinanziamento del Fondo di Solidarietà Nazionale per la Pesca e l’Acquacoltura, sgravi fiscali e programmi di monitoraggio ambientale con i pescatori come “sentinelle del mare”.

Per il 2024 è stata già riconosciuta la calamità naturale da parte del Masaf con un finanziamento di 1.211.166 euro, mentre il riconoscimento per il 2025 è ancora in attesa. La Regione, intanto, ha stanziato risorse proprie: 570.000 euro per la rivitalizzazione dei fondali, 30.000 euro per un progetto sul granchio blu e 1,5 milioni di euro del Feampa, oltre a un progetto triennale da 300.000 euro l’anno fino al 2026 per la gestione dei molluschi in Adriatico.

“Abbiamo fatto e continueremo a fare la nostra parte – ha ribadito Bond – ma la dimensione della crisi richiede un salto di scala. Serve una governance nazionale forte, capace di coniugare tutela ambientale e sopravvivenza del tessuto produttivo. Il Nord Adriatico è oggi il punto più fragile del sistema, ma anche il luogo da cui può partire un nuovo modello di gestione sostenibile. Il messaggio che esce dal Tavolo è chiaro: il Veneto non lascia soli i suoi pescatori. Lavoreremo in modo compatto e unitario per restituire prospettiva, reddito e dignità a un settore che è economia, identità e presidio del nostro mare”.

Scritto da: Redazione

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