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Foce dell’Adige: Dal Governo in arrivo 1,3 milioni di euro

today1 Settembre 2026 23

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Il finanziamento riguarda la sistemazione della foce dell’Adige, area strategica per la sicurezza del territorio, l’ambiente e l’equilibrio della costa. Il sindaco di Chioggia: «Non siamo andati a Roma con il cappello in mano, ma con un progetto e una richiesta precisa»

1,3 milioni di euro dal Governo per la sistemazione della foce dell’Adige, un’area che interessa i territori di Chioggia e Rosolina e da tempo al centro dell’attenzione per le criticità ambientali e idrauliche.

A commentare lo stanziamento è il sindaco di Chioggia Mauro Armelao, che parla di un risultato concreto ottenuto grazie alla collaborazione tra le diverse istituzioni.

«Ringrazio il Governo e in particolare il viceministro all’Ambiente Vannia Gava per l’attenzione concreta che stanno dimostrando nei confronti del nostro territorio», sottolinea Armelao. «Lo stanziamento di 1,3 milioni di euro per la sistemazione della foce dell’Adige, che interessa Chioggia e Rosolina, è una risposta importante a una criticità che conosciamo bene e che da tempo chiediamo di affrontare con interventi strutturali».

Secondo il sindaco, il finanziamento rappresenta il risultato di un percorso istituzionale iniziato sul territorio, anche attraverso sopralluoghi effettuati insieme all’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini, ai tecnici e agli altri enti coinvolti.

«Siamo andati sul posto, abbiamo evidenziato le criticità e abbiamo chiesto che alle parole seguissero le risorse. E oggi quelle risorse ci sono», aggiunge Armelao.

Il primo cittadino sottolinea quindi l’importanza della collaborazione tra Comune, Regione e Governo, definendola una vera e propria “filiera istituzionale”.

«Questo è esattamente ciò che intendo quando parlo di una filiera istituzionale che funziona: Comune, Regione e Governo che, ciascuno per le proprie competenze, lavorano nella stessa direzione per risolvere i problemi dei cittadini».

Il Comune di Chioggia continuerà a seguire il dossier insieme all’assessore all’Ambiente Serena De Perini, che ha seguito con particolare attenzione la questione.

«La sicurezza idraulica e la tutela dell’ambiente non hanno colore politico: hanno bisogno di presenza, competenza e soprattutto di risorse», afferma Armelao.

E non manca una battuta sul risultato ottenuto: «Questa volta non siamo andati a Roma con il cappello in mano, ma con un progetto e una richiesta precisa. E siamo tornati con 1,3 milioni di euro. Direi che è un buon risultato».

De Perini: «La foce dell’Adige è un punto delicato e strategico»

Soddisfazione viene espressa anche dall’assessore all’Ambiente del Comune di Chioggia Serena De Perini.

«Per noi questo stanziamento rappresenta un risultato importante perché conferma che il lavoro fatto sul territorio viene ascoltato», spiega. «La foce dell’Adige è un punto delicato e strategico non soltanto dal punto di vista ambientale, ma anche per la sicurezza del territorio, per l’agricoltura e per l’equilibrio della nostra costa».

De Perini ringrazia il viceministro Vannia Gava, la Regione del Veneto e l’assessore Elisa Venturini per l’attenzione e la collaborazione.

«I sopralluoghi servono proprio a questo: vedere i problemi con i propri occhi e costruire insieme le soluzioni», aggiunge l’assessore. «Quando Comune, Regione e Governo si parlano e lavorano insieme, la burocrazia diventa più veloce e soprattutto i cittadini vedono arrivare le opere».

Un intervento atteso sul territorio

Lo stanziamento di 1,3 milioni di euro mette dunque a disposizione risorse per affrontare una delle criticità che interessano la foce dell’Adige, un’area di particolare importanza per il territorio del basso Veneto.

Per Armelao, il finanziamento rappresenta anche una conferma del valore del lavoro istituzionale portato avanti negli ultimi mesi.

«È una dimostrazione che la politica, quando è presente sul territorio e sa costruire rapporti istituzionali seri, può portare risultati concreti», conclude il sindaco.

E chiude con un’altra metafora: «Noi continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto: esserci, battere porte e, quando serve, anche suonare il campanello più volte. L’importante è che alla fine qualcuno apra. E questa volta, con il Governo, la Regione e il Comune, la porta si è aperta».

Scritto da: Redazione

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