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Riconoscere la specificità dei Comuni costieri ad alta intensità turistica e dotarli di strumenti adeguati per governare l’aumento della popolazione durante la stagione estiva. È questa la proposta che il G20Spiagge porta al Destination Summit delle Comunità Marine, in programma a Lignano Sabbiadoro.
Al centro del confronto ci sarà la necessità di arrivare a una legge nazionale sulle Comunità Marine, capace di riconoscere le particolari esigenze delle grandi destinazioni balneari italiane.

Del G20Spiagge fanno parte 23 località costiere: Alghero, Arzachena, Bibbona, Caorle, Castagneto Carducci, Castiglione della Pescaia, Cattolica, Cavallino Treporti, Chioggia, Comacchio, Grado, Jesolo, Lignano Sabbiadoro, Piombino, Riccione, Rosolina, San Michele al Tagliamento, San Vincenzo, Senigallia, Sorrento, Taormina, Viareggio e Vieste.
Nel complesso, queste destinazioni registrano 55 milioni di presenze turistiche, pari a circa il 12% delle presenze complessive in Italia.
Il punto sollevato dai Comuni balneari riguarda soprattutto la distanza tra la popolazione residente e quella effettivamente presente sul territorio nei mesi estivi.
Le grandi località turistiche devono infatti garantire servizi e infrastrutture adeguati a un numero di persone che può aumentare sensibilmente durante la stagione: sicurezza, mobilità, raccolta dei rifiuti, tutela ambientale, manutenzione urbana, decoro, servizi e gestione dei grandi eventi.
Un impegno che, secondo il G20Spiagge, deve poter contare su strumenti amministrativi e finanziari che tengano conto non soltanto del numero dei residenti, ma anche dell’effettiva capacità attrattiva del territorio.
Una questione che riguarda da vicino anche Chioggia e Sottomarina, destinazioni che durante l’estate vedono crescere in maniera significativa le presenze e, di conseguenza, le necessità legate alla gestione del territorio.
A rappresentare Chioggia nel confronto è il sindaco Mauro Armelao, che sottolinea la necessità di riconoscere concretamente la realtà delle città balneari.
“Chi amministra una città balneare conosce bene la differenza tra la popolazione residente e quella che il territorio si trova a gestire durante la stagione estiva. Le nostre comunità devono garantire servizi, sicurezza, mobilità, decoro e tutela del territorio a un numero di persone che nei mesi estivi cresce in maniera significativa”.
Per Armelao, partecipare al Summit significa portare al tavolo questa realtà e contribuire alla costruzione di strumenti più adeguati alle esigenze delle città costiere.
“Non chiediamo privilegi, ma la possibilità di programmare e amministrare con maggiore efficacia, riconoscendo il ruolo che le destinazioni balneari hanno per l’economia e il turismo del nostro Paese”.
Il tema non riguarda soltanto la gestione quotidiana dei Comuni, ma anche la competitività dell’Italia nel Mediterraneo.
Le principali destinazioni costiere internazionali stanno investendo in infrastrutture, sostenibilità, innovazione e nell’allungamento della stagione turistica. Per il G20Spiagge, anche le località italiane devono poter contare su strumenti adeguati al valore economico e occupazionale generato dal turismo balneare.
“La legge sulle Comunità Marine non chiede privilegi, ma riconosce una realtà: nei mesi estivi amministriamo vere e proprie città”, sottolinea Roberta Nesto, coordinatrice nazionale del G20Spiagge.
L’obiettivo è quindi trasformare il riconoscimento delle Comunità Marine in una vera e propria politica nazionale per il turismo costiero, capace di mettere insieme competitività, qualità dei servizi, sicurezza e sostenibilità.
Il Summit di Lignano Sabbiadoro rappresenterà così un momento importante di confronto tra Sindaci, Regioni e Governo, con l’obiettivo di arrivare a strumenti concreti per le grandi destinazioni balneari.
Perché, come sintetizza il G20Spiagge, “il mare è una città. E deve poter essere governato come tale”.
Scritto da: Redazione
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