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Fermo pesca in Adriatico: da venerdì stop alle attività a strascico fino a fine settembre tra Trieste e Ancona

today30 Luglio 2026 45

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Da venerdì 31 luglio prende il via il fermo biologico della pesca a strascico nell’Alto Adriatico. Le imbarcazioni che operano nel tratto di mare compreso tra Trieste e Ancona sospenderanno l’attività fino alla fine di settembre, nell’ambito del calendario nazionale previsto per la tutela delle risorse ittiche.

A renderlo noto è Coldiretti Pesca, che evidenzia come il fermo arrivi in un momento particolarmente delicato per il comparto, alle prese con l’aumento dei costi energetici, gli effetti dei cambiamenti climatici e le incertezze legate alla futura riforma della Politica Comune della Pesca e al Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione Europea per il periodo 2028-2034.

Il calendario prevede una sospensione differenziata lungo le coste italiane. Dal 16 agosto al 29 settembre lo stop interesserà anche il tratto da San Benedetto del Tronto a Bari, mentre dal 1° al 30 ottobre sarà la volta delle marinerie di Brindisi, San Cataldo e Otranto, insieme alle altre aree del Mar Ionio, del Tirreno e delle isole.

Il pesce italiano continuerà ad arrivare sul mercato

Nonostante il blocco temporaneo della pesca a strascico, Coldiretti rassicura i consumatori: il pesce italiano continuerà a essere disponibile grazie alle attività della piccola pesca, delle draghe idrauliche, dell’acquacoltura e delle flotte che operano nelle aree non ancora interessate dal fermo biologico.

L’organizzazione invita però i cittadini a prestare particolare attenzione all’origine del prodotto acquistato. La presenza di pesce estero sui banchi è infatti sempre più rilevante: nel 2025 sono arrivati in Italia oltre 1,1 miliardi di chilogrammi di prodotto ittico importato, mentre la produzione della flotta nazionale è rimasta sotto le 130 mila tonnellate.

Come riconoscere il pesce italiano

Per il pesce fresco è obbligatoria l’indicazione dell’origine, anche se non sempre è immediata da interpretare. In etichetta compare infatti la zona di cattura, identificata per il Mediterraneo con la dicitura FAO 37, accompagnata dalle relative sottozone, mentre per i prodotti di acquacoltura viene indicato direttamente il Paese di provenienza.

Più complicato, invece, conoscere l’origine del pesce servito nei ristoranti, dove non è prevista un’etichettatura visibile al consumatore.

I consigli per scegliere il pesce di stagione

Un modo semplice per orientarsi è seguire la stagionalità delle specie ittiche. In questo periodo il mare Adriatico e il Mediterraneo offrono soprattutto alici, sarde, sgombri, sugarelli, ricciole, cefali, triglie, gallinelle, scorfani, seppie, calamari e polpi, prodotti che hanno maggiori probabilità di essere italiani.

Più difficile, invece, trovare in questo periodo merluzzi, naselli, sogliole e rombi di provenienza nazionale, con una presenza più frequente di prodotto importato.

Scritto da: Redazione

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